Eugene Nida distinguishes two types of equivalence:
- dynamic equivalence,
- formal equivalence.
The dynamic equivalence attempts to convey the thought expressed in a source text (at the expense of literalness, original word order, the source text’s grammatical voice, etc., if necessary), while the formal equivalence attempts to render the text word-for-word (at the expense of natural expression in the target language, if necessary). The two approaches represent emphases, respectively, on readability and on literal fidelity to the source text. There is, however, in reality no sharp boundary between dynamic and formal equivalence.
Traduttrice e redattrice tecnica
Ciao, ho trovato per caso il tuo blog. ^^
Sono anch’io una traduttrice alle prime armi (anche se, nel frattempo, devo ancora laurearmi alla specialistica!)…Approfitto al volo per farti una domanda: vedo dal tuo curriculum che hai fatto solo uno stage prima di iniziare come freelance. Posso chiederti se stai trovando difficoltà o se riesci già a lavorare? Anch’io ho già svolto uno stage in un’agenzia di traduzioni, e non ho ancora ben deciso su cosa puntare appena dopo la laurea.
Se vorrai rispondermi te ne sarò molto grata. A presto!
Chiara
http://traduzioniealtrestorie.wordpress.com/
Ciao Chiara,
la parte più difficile quando decidi di fare la traduttrice freelance è trovare i clienti. All’inizio avrai molto tempo libero. Può essere utile iscriversi ad associazioni di traduttori come TranslatorsCafé o ProZ.com, che oltre a segnalare offerte di lavoro offrono anche l’opportunità di porre domande su dubbi terminologici e problemi di traduzione ai membri.
Tuttavia, ti consiglio di non iniziare subito come freelancer, ma magari di fare un po’ di esperienza come dipendente prima.
Spero di esserti stata di aiuto.
Mina
Ciao,
certo, ogni consiglio è graditissimo!
Seguo già con regolarità il sito (soprattutto il forum) di ProZ, quello di TranslatorsCafé meno, ha un’impostazione che non mi piace tantissimo.
In ogni caso, si vedrà tutto nei prossimi mesi! Spero di risentirti, buon lavoro!
Chiara